Per molti rimarrà indissolubilmente il Freud di Sogni d’oro di Nanni Moretti, per altri sarà il predicatore underground di “Mamma Roma”. Oppure l’artista che, alla fine degli anni ’90, ha calcato i palchi romani come una vera rockstar.
Una figura dalle molte vite, umane e artistiche. L’esilio volontario in Perù negli anni ’50, il trasferimento a Milano negli anni ’60 (dove conosce e frequenta il gotha della pittura avanguardista, da Burri a Fontana), l’esperienza berlinese nell’occhio del ciclone della contestazione studentesca. L’esperienza dolorosa del manicomio. Tante diverse prospettive, frutto di una naturale inquietudine e dell’attitudine alla ricerca della propria identità.
Il giorno in cui è scomparso Michele Serra gli ha dedicato un’Amaca in cui esordiva così: “Oggi, a Roma, è morto inspiegabilmente Remo Remotti”. E in effetti aveva colto tutti di sorpresa, nonostante i suoi 90 anni.
Questo progetto vuole rendere a Remotti un piccolo tributo di affetto e riconoscenza attraverso alcuni dei suoi momenti più ispirati e le interviste realizzate con chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene.
Ciao Remo.