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Appaesati. Storie di ordinaria ruralità

C’è un’Italia che continua a vivere lontano dai riflettori delle grandi città, dei poli industriali e delle direttrici principali dello sviluppo economico. È l’Italia delle aree interne, dei piccoli paesi, dei territori che negli ultimi decenni hanno conosciuto spopolamento, marginalità e impoverimento sociale, ma che custodiscono ancora forme di vita, relazioni e saperi capaci di interrogare il presente. Da questa consapevolezza nasce Appaesati. Storie di ordinaria ruralità, volume pubblicato da Radici Edizioni e frutto dell’esperienza del podcast Spaesati, promosso da un gruppo di giovani del Matese campano attivi intorno alla Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino e alla Fondazione San Bonaventura.
Per approfondire i temi del libro abbiamo intervistato Rossano Pazzagli, che ha curato il volume insieme a Luca Di Lello e Pierluigi Reveglia.

Il Matese da Roccamandolfi | ph. Oscar Vignone | licensed under CC BY-SA 4.0.

Il libro raccoglie dodici temi che, pur partendo dall’esperienza concreta dei territori interni, parlano in realtà della crisi più ampia della società contemporanea: il rapporto sempre più fragile con l’ambiente, il lavoro ridotto a produttività e consumo, la perdita di comunità, l’isolamento sociale, l’abbandono dei territori. Questioni che attraversano l’intero Paese, ma che nelle aree interne emergono con maggiore evidenza, quasi come in una lente capace di mostrare le contraddizioni del modello di sviluppo affermatosi dal boom economico in poi. Uno sviluppo che ha concentrato opportunità, servizi e investimenti nei grandi centri urbani, industriali e commerciali, lasciando ai margini vaste porzioni del territorio italiano.

Eppure proprio questi luoghi “dimenticati”, traditi o feriti, possono oggi diventare spazi di riflessione e di possibilità. Appaesati prova infatti a ribaltare lo sguardo abituale sulle aree interne: non territori residuali da salvare con nostalgia, ma laboratori da cui ripensare il rapporto tra esseri umani, tempo e natura. La ruralità, in questa prospettiva, non è un ritorno idealizzato al passato, ma una domanda aperta sul futuro e sui limiti di un modello di crescita che ha consumato risorse, relazioni e paesaggi.

Tornare, in questo contesto, non è una sconfitta o un ripiego, ma un atto di volontà consapevole: portare nel proprio territorio il bagaglio di esperienze raccolte, investendolo non solo come restituzione, ma anche come opportunità di crescita continua

Pierluigi Reveglia

Al centro del libro emerge così anche la necessità di rallentare. Rallentare per ritrovare un equilibrio con l’ambiente, con il lavoro, con sé stessi; per ricostruire una giusta armonia tra i diversi tempi della vita, sottraendosi alla velocità permanente che caratterizza la contemporaneità. È una riflessione che attraversa molte delle esperienze raccontate nel volume e che si lega a una diversa idea di abitare i luoghi e di costruire comunità.
Come sottolinea Pazzagli nella sua introduzione  “paese” e “paesaggio” condividono la stessa radice etimologica. Il paese non è soltanto il borgo o il luogo geografico in cui si nasce e si vive: è una coscienza collettiva, un intreccio di relazioni, memorie, pratiche quotidiane e senso di appartenenza. È comunità. Ed è proprio questo legame profondo tra persone e luoghi che Appaesati prova a rimettere al centro, interrogando il significato dell’abitare oggi e il valore umano, culturale e politico delle aree interne.
A chiudere il volume è infine un vero e proprio “dodecalogo per appaesarsi”: dodici azioni, proposte e indicazioni sintetiche attraverso cui i curatori provano a tradurre la riflessione in pratica quotidiana. Non formule astratte né ricette definitive, ma un vademecum concreto pensato per rianimare i paesi e le comunità locali, ricostruendo legami sociali, partecipazione e senso di appartenenza. Un invito a tornare ad abitare i luoghi in maniera consapevole, riconoscendo nelle aree interne non soltanto uno spazio da preservare, ma una possibilità da reinventare collettivamente.

Rossano Pazzagli

Storico e territorialista, professore di Storia moderna e contemporanea all’Università del Molise, dove insegna anche Storia del territorio e dell’ambiente. Direttore della Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni” presso l’Istituto Alcide Cervi e della Scuola dei Piccoli Comuni di Castiglione Messere Marino (Ch). Studioso del mondo rurale e delle aree interne, è inoltre direttore della rivista “Glocale”. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui i recenti volumi La “nobile arte”. Agricoltura, produzione di cibo e di paesaggio nell’Italia moderna (Pacini) e Un Paese di paesi. Luoghi e voci dell’Italia interna (ETS).