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Fotografare il cambiamento

Immagini potenti e visionarie che parlino di speranza, di diritti e doveri, di progresso verso un futuro più sostenibile, focalizzandosi sulle tre declinazioni principali di Sostenibilità: Sostenibilità Ambientale, Sostenibilità Sociale e di Governance SostenibileISPA AWARD è il primo premio fotografico italiano dedicato alla Sostenibilità, alla ricerca di storie italiane, di cronache ambiziose di un paese che vuole crescere e guarda con fiducia al domani, e invita i fotografi di tutto il mondo a raccontare, attraverso le loro immagini, questo cambiamento.

Fino al 1° aprile è possibile partecipare al Grant ISPA AWARD, con un finanziamento di 10.000 euro per la produzione di un intero progetto fotografico. Un’opportunità unica per i fotografi, senza limiti di età e nazionalità, che potranno candidarsi gratuitamente presentando un progetto su una storia italiana di progresso verso un futuro più sostenibile. Per saperne di più abbiamo intervistato Sara Guerrini, coordinatrice del progetto.

Puoi raccontarci com’è nato il progetto ISPA?

ISPA nasce dall’incontro tra l’agenzia fotogiornalistica Parallelozero e Pimco, main sponsor del premio. La sostenibilità è un tema che negli anni recenti ha spesso indirizzato il nostro lavoro di agenzia il cui focus sono la ricerca e il racconto di storie. Pimco invece si occupa di tutt’altro: è una delle principali società al mondo di gestione di investimenti obbligazionari, che integra i principi ESG – Environment, Social e Governance – nei processi di analisi finanziaria con l’obiettivo di creare business sostenibile. A questi stessi principi ci siamo ispirati quando abbiamo creato le tre categorie del premio che racchiudono in una sorta di macro-mondi il grande tema della sostenibilità.

Camilla Ferrari, finalista Foto singola 2020

Il vincitore della scorsa edizione, Nicolò Panzeri ha potuto realizzare il suo progetto “Feed Us” sul tema dell’alimentazione, con una particolare eco su diversi magazine. Ce ne vuoi parlare?

“Feed Us” nasce come progetto di diploma di Nicolò Panzeri, fotografo che ha concluso qualche anno fa il percorso di studi alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Il Grant di ISPA ha permesso a Nicolò Panzeri di sviluppare ampiamente un progetto che avrebbe necessitato di un consistente autofinanziamento per poter essere concluso e che forse sarebbe rimasto nel cassetto del fotografo per sempre. Il risultato finale – una “fotografia” dell’innovazione italiana nel settore alimentare, da nord a sud, raccontato con uno sguardo aperto e contemporaneo – ci dà la misura di che valore abbiano oggi questi finanziamenti, indipendenti dalle logiche dei mercati editoriali o da quelli artistici. Siamo davvero molto orgogliosi del lavoro realizzato in questa prima edizione sia per il valore giornalistico che, su un piano più creativo, per il suo posizionamento all’interno del panorama della fotografia internazionale.
Le immagini del progetto sono visibili qui.

Enrico Genovesi, Nomadelfia - Vincitore Storia fotografica 2020

In che modo, secondo te, la fotografia può avere un ruolo determinante nel raccontare un futuro sostenibile e innescare un cambiamento?

Il ruolo della fotografia oggi non è davvero più una novità e credo sia ormai quasi banale ricordare quanto abbia permeato le nostre vite. Eppure ciclicamente arriva l’immagine – quell’immagine – che ci costringe a fermarci, a riflettere, a chiederci qualcosa. La fotografia, per esempio rispetto al video, ha meno elementi modulabili, meno variabili: credo sia proprio l’essenzialità dello scatto fotografico a far sì che il messaggio trasmesso sia più irruente, diretto ed efficace. Anche per questo motivo abbiamo scelto di premiare ogni anno non solo una Storia Fotografica dove effettivamente è possibile raccontare attraverso una sequenza e una cronologia, ma anche la Foto Singola, un’icona che possa raccontare oggi il futuro e il cambiamento. (Qui la vincitrice della Foto Singola 2020)

Come docente, quale consiglio ti senti di dare a chi decide di iniziare a occuparsi di fotografia per raccontare storie?

Consiglio di coltivare la curiosità. Di rallentare lo “sfoglio” delle informazioni a cui per esempio ci costringono il web e i social (che sostengo come grandissima fonte d’ispirazione creativa e di applicazione di linguaggi) e di prendersi del tempo per approfondire. Per raccontare storie non basta essere testimoni e documentare, è necessario ampliare la conoscenza del soggetto da fotografare per poter modulare il proprio punto di vista, gli elementi del racconto e il messaggio che vogliamo trasmettere.

cover ph. Enrico Genovesi, Nomadelfia – Vincitore Storia fotografica 2020

SARA GUERRINI

È photo editor e consulente per la fotografia. Membro di Yourpictureditor – network internazionale di photo editor freelance – collabora come Visual Consultant per l’agenzia fotografica Parallelozero curandone la Fellowship e i lavori fotografici. Insegna Storytelling presso IED (Milano). Ha lavorato come photo editor per il magalog di Benetton Clothes For Humans, l’edizione europea di Newsweek, gli allegati D e D-LUI del quotidiano italiano La Repubblica e collaborato con vari magazine quali Geo, Colors, Stern, etc. e con diverse agenzie fotografiche: Gallery Stock (London/NY), Grazia Neri (Milano), Ostkreuz-Agenturder Fotografen (Berlino). Ha pubblicato il libro di fotografia Oltre l’immagine (Edizioni Postcart), una raccolta di 15 interviste di psicoterapeute a fotografi e il progetto di abecedario milanese AZ Milano.