L'amicizia è una forma di ozio volontario. Il rapporto si basa sulla parità, non sul potere.
Hanif Kureishi, The Spank
Una conversazione tra due amici in un pub un po’ fatiscente, luogo di elezione per confidenze e digressioni. Il momento giusto per analizzare la commedia dell’esistenza e aspettare la frase puntuale dell’altro: “C’è qualche altra novità?”
Scrive Hanif Kureishi nell’introduzione a The Spank, «Questa storia di un’amicizia è nata da qualcosa di assolutamente naturale, un’abitudine che ho da anni: vedere un amico una o due volte alla settimana in un caffè di quartiere”.
Questo lavoro per il teatro rende il dialogo tra due amici la lente d’ingrandimento per osservare lo spaesamento davanti alla contemporaneità.
Con lo straordinario senso dell’umorismo a cui ci ha abituati Kureishi nei suoi romanzi, e un’inevitabile nota malinconica. Abbiamo incontrato Kureishi al MAXXI di Roma, in cui lo scorso 5 febbraio ha incontrato il pubblico per presentare lo spettacolo.
Lo spettacolo è in scena al Teatro Parioli di Roma fino al 13 febbraio. Curato nella versione italiana da Monica Capuani e prodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha debuttato in prima assoluta al Teatro Carignano di Torino l’11 maggio 2021. Protagonisti in scena sono Filippo Dini (qui anche regista, nel ruolo di Vargas) e Valerio Binasco (nel ruolo di Sonny).
Racconta Kureishi “In un’amicizia il momento più interessante è quello della rottura, dell’allontanamento”. Da qui la scelta di utilizzare le conversazioni in quanto creazione dell’immaginazione. Conversando si trasformano le esperienze in storie, un po’ quello che avviene in teatro.
Sonny e Vargas sono amici da molti anni, e si ritrovano per lunghe conversazioni sulle banalità del quotidiano e sui massimi sistemi, scandite da pinte di birra al pub, lo Spankies, appunto. Sonny è un dentista, Vargas un farmacista, e lavorano nella stessa strada di Londra, a poche decine di metri di distanza. Sono figli di immigrati, e Londra – dove i genitori si sono trasferiti con grandi sacrifici – ha regalato loro un notevole upgrade sociale, il successo professionale, una vita agiata. Entrambi hanno una famiglia, dei figli, con tutte le problematiche che questo comporta oggi, nella mezza età della vita di un uomo. Un giorno, però, un piccolo incidente insignificante mette in moto una reazione a catena che – complici le insidie della tecnologia – sconvolgerà in maniera irreparabile le loro vite.
Cover: Valerio Binasco e Filippo Dini © ph Luigi De Palma
Hanif Kureishi
Nato a Londra da padre pakistano e da madre inglese. Ha studiato filosofia al King’s College di Londra. È romanziere, drammaturgo, sceneggiatore – e per una volta anche regista: London Kills Me (1991). Ha scritto le sceneggiature per i film di Stephen Frears My Beautiful Laundrette (1985, nomination al premio Oscar come migliore sceneggiatura) e Sammie e Rosie vanno a letto (1987), e per The Mother (2003), Venus (2006) e Le Week-End (2013) di Roger Michell. Dal romanzo Nell’intimità (Bompiani, 2000), Patrice Chéreau ha tratto il film vincitore al Festival di Berlino 2001, Intimacy. Bompiani ha pubblicato inoltre Il Budda delle periferie (1990), Il dono di Gabriel (2002), Il corpo (2003), Il mio orecchio sul suo cuore (2004), Ho qualcosa da dirti (2008), L’ultima parola (2013), Le Week-End (2014), Uno zero (2017), Love+Hate (2018), e gli interventi politici Otto braccia per abbracciarti (2002) e La parola e la bomba (2006). Kureishi è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres, e Commander of the Order of the British Empire. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, il PEN/Pinter Prize. I suoi libri sono tradotti in trentasei lingue.
ph. Kier Kureishi