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Berlin. Wings of desire

“Una città è un testo con molte pagine, e ogni pagina conta. Nella storia berlinese mancano troppe pagine”.

Renzo Piano

Sono le parole di Renzo Piano prima di intraprendere il progetto per la nuova Potsdamer Platz, e sintetizzano bene l’anima di Berlino, perennemente sospesa tra un presente inesistente, un avvenire difficile da intuire e una storia distante.

Metropoli labirintica, condannata a vivere nel futuro remoto, collocata in una modernità incompiuta. Nelle parole di Giuseppe Culicchia, Berlino è una “città ribelle al suo stesso destino”. Per raccontarne le tante identità uno speciale radiofonico di sessanta minuti che attraversa musica, arte, architettura.

In questo viaggio alcuni ospiti, che la capitale tedesca l’hanno vissuta in prima persona, e che ci hanno dato il loro contributo.

Julia Draganovic, direttrice di Villa Massimo, sede dell’Accademia tedesca, Marco Agosta, caporedattore del periodico “The Passenger”, uscito di recente con un numero monografico su Berlino, e Andrea Marcelli, musicista e compositore a Berlino dal 2001.

BERLINO NELLA LETTERATURA

Christopher Isherwood | Addio a Berlino


«Io sono una macchina fotografica con l’obiettivo aperto» dichiara l’alter ego di Chris­topher Isherwood arrivando nell’autunno del 1930 a Berlino, dove resterà fino al 1933. Un obiettivo – si può aggiungere – inesorabile, attraverso il quale partecipiamo come dal vivo ai suoi incontri nel cuore pulsante di una Repubblica di Weimar che si avvia al suo fosco tramonto: da un’eccentrica, anziana affittacamere alla sensuale Sally Bowles, aspirante attrice un po’ svampita, a Otto, ombroso proletario diciassettenne, a Natalia Landauer, rampolla di una colta famiglia ebrea dell’alta società. Tra cabaret e caffè, tra case signorili e squallide pensioni, tra il puzzo delle cucine e quello delle latrine, tra file per il pane e manifestazioni di piazza, tra crisi economica e cupa euforia – da nulla dettata e in bilico sul Nulla –, Isherwood mette in scena «la prova generale di una catastrofe» e ci fa assistere alla resistibile ascesa del nazismo. Non solo: cogliendo con ironia corrosiva i presaghi rintocchi che accompagnano la grandeur di un mondo «inutilmente solido, insolitamente pesante», ci consegna una purissima, scabra narrazione che ci ricorda come la Storia – e ogni storia – sia sempre contemporanea.


Thomas Brussig | HELDEN WIE WIR (Eroi come noi)


Un ulteriore tentativo di rivalutazione del reale significato culturale degli eventi del 1989 trova espressione nel romanzo di Thomas Brussig Helden Wie wir (1995). portavoce di un’aspra critica nei confronti dell’idealizzazione della Wende come momento aureo della storia tedesca è il protagonista di quest’o-pera, Klaus uhltzscht. narratore in prima persona della propria “formazione socialista”, a partire dall’educazione di stampo prettamente comunista sino alla sua collaborazione alla stasi, egli presenta al lettore una versione estremamente satirica e scanzonata del sistema politico e sociale della ddR, ribaltando totalmente il mito della caduta del muro come effetto di una rivolta portata avanti dal popolo e dai vari movimenti di opposizione: si tratta dunque non solo di un romanzo dedicato alla Wende ma di una vera e propria svolta nel modo di affrontare questo tema.


Rayk Wieland | Che ne dici di baciarci


“Che la vita è solo inganno, un vuoto di memoria, un gioco d’ombra – o un errore di lettura”. E di errori di lettura, di colpi di scena, di riferimenti preziosi è ricco questo tagliente e raffinato romanzo di Rayk Wieland, che ripercorre e mostra sotto una luce divertente il lato più paradossale del regime comunista della Germania dell’Est. Il disincantato signor W. un giorno viene contattato per partecipare a un convegno come poeta clandestino nella DDR. Incuriosito pensa subito a un errore: non sapeva di essere poeta, men che meno clandestino. In tutta la vita ha scritto solo qualche poesia alla sua ragazza di Monaco. Ma le poesie sono state intercettate, lette, collezionate e commentate dal regime, e l’adolescente innamorato è diventato un inconsapevole nemico dello Stato. Comincia così un viaggio in una Berlino inedita, e in un passato fatto di fraintendimenti ed equivoci che rivela le contraddizioni e i pericoli alla base di ogni lettura troppo rigida del mondo. Dopo la nascita del Wenderoman cioè di narrazioni dedicate alla caduta del Muro che riuniscono opere a firma di Günther Grass, Ingo Schulze, Uwe Tellkamp ecco approdare sugli scaffali un romanzo intelligente, affascinante e spiritoso. Vera parodia del genere.