fbpx

Breve fenomenologia del turbocapitalismo

La materia è surrealismo puro, inventata da Qualcuno per farsi notare dagli artisti, dai senzienti che, come il Mago L’Altrella, riescono a rimodellarla mostrandone il grottesco, l’assurda consistenza. Dalì spiega tutto questo a un gallo, sarcastico comico quadro sulla vanagloria della materia, che si crede unica sostanza del mondo, mentre una stella esplode e gli uomini non lo sanno, mentre una vespa svela il segreto della consapevolezza alle teste molli che sono in gabbia.

L’accelerazione degli scambi commerciali

L’attuale società appare dominata da un moto sempre più accelerato dei modi e degli scambi di idee e notizie. Il turbocapitalismo modella nuove regole e influisce sulle procedure delle componenti della convivenza umana, rendendo economia, finanza, ricerca scientifica e culturale uniformemente tese al continuo rinnovamento e al superamento quotidiano di ogni risultato raggiunto, ingenerando l’impossibilità di formulare previsioni a lungo termine. Lo scenario è caotico e difficilmente riconducibile a una complessità governabile, a meno che non si ricorra all’elaborazione di test a largo raggio, dai quali si possano dedurre orientamento e linfa per eventuali predittive, ad esempio attraverso l’analisi di fenomeni che interessino l’intero pianeta, per esaminarne l’impatto sulle attività umane nelle diverse parti del globo, in modo da poter formulare nuovi algoritmi capaci di leggere e inquadrare le linee portanti dell’accelerazione costante e del continuo rinnovarsi a cui è sottoposta con enorme pressione l’attuale popolazione sul pianeta. L’esigenza e l’urgenza della novità spasmodica, nonché il conseguente aggiornamento di dati relativi ai cambiamenti repentini in atto, hanno creato un sistema di aspettative (anche di natura subliminale) per l’individuo così come per le società, contribuendo all’estremizzazione di fattori che regolano i margini della domanda e dell’offerta – di merci, desideri, opinioni, credenze, ritualità, di ogni aspetto dell’umano-. Tutto questo comporta non solo la modifica degli assetti sociali verso confini impensabili ma anche la messa in discussione dei limiti dell’umano e delle sue specificità antropologiche.

Maurizio L'Altrella | Dalì spiega il surrealismo ad un gallo

I nuovi comportamenti di gruppo

Questi passaggi epocali che avvengono in pochi istanti restano ancora indecifrabili. La scienza, non riuscendo a dare risposte certe, si rivolge a inquisire terreni di confine inesplorati quali l’intelligenza artificiale, i social e il web, l’uso delle fake news. Siamo entrati nell’antropocene sotto forma di atleti iscritti alla società del Guinness dei primati. Ci inseriamo nel vortice della macchina in piena accelerazione per partecipare a una sfida quotidiana contro i propri limiti. Non basta più fare o produrre, bisogna superare gli standard raggiunti nel giro di un’ora, di un minuto. Il turbocapitalismo sta modificando la concezione del tempo dell’uomo: la sua stabilità. Nel mondo del lavoro bisogna ottenere risultati sempre più alti, report sempre più quantitativamente significativi per ottenere premi, bonus, aumenti di stipendio o per garantire il posto di lavoro. Nel settore della produzione economica, bisogna vendere sempre di più, esportare sempre di più e più lontano, aprire nuovi mercati oltre ogni confine. Nella società e nel web, si gareggia a chi riesce a rendersi più visibile e più attraente in ogni settore: come se si vivesse all’interno di uno spettacolo invece che di una qualsiasi società civile: esibirsi come fenomeni, “mostrarsi”. Per adeguarsi al cambiamento, molte scuole si trasformano in luoghi di scontro tra interessi privati accelerati, da una parte quelli di famiglie isteriche dove i figli vengono considerati campioncini in erba da proiettare più in alto possibile, da salvaguardare contro ogni attacco critico, dall’altra quelli di insegnanti che vorrebbero ancora valutare gli studenti sulla base del loro impegno e non della loro disattenzione, infine quella dei presidi, diventati terminali dell’apparato burocratico economico designati ad assicurare solo entrate alla scuola, in modo da garantire l’autonomia finanziaria.

Maurizio L’Altrella, Il sussurro della lucertola, III- Testa dentro la gabbia molle

I comportamenti individuali

Gli individui, sempre più disorientati e privi ormai di qualsiasi riferimento ideologico, politico o culturale, non si accontentano più di vivere ma vogliono supervivere, esaltandosi ed esaltando le proprie qualità e le proprie vanità: non ci si può accontentare di una verità sociale da condividere, bisogna primeggiare annullando i contenuti essenziali del confronto e della condivisione, in funzione di una meta concettuale che assegni a se stessi qualità inarrivabili, incontestabili, ineluttabili. L’autorità e la credibilità personali passano attraverso l’estremizzazione del comportamento.
Ci si allontana dal gruppo sociale, si aderisce a club esclusivi oppure a piccole entità solo per raggiungere i propri interessi; gli altri individui sono una piccola variabile della funzione matematica del proprio algoritmo personale.
Si procede per sciami o sparpagliati, senza connessione reale, sicché tutte le funzioni istituzionali pubbliche risultano in crisi e facilmente contestabili.
A modificarsi è anche la sensibilità emotiva d’ogni individuo.
Si stabilisce un’attenzione particolare per colui o colei che riesce a superare i traguardi più irraggiungibili o i record più impensabili. Esplodono le mode degli sport estremi, aumentano la quantità numerica delle persone dedite a giochi in cui si rischia l’osso del collo, la considerazione di atleti con handicap che gareggiano più determinati di sempre.
Perfino nelle maglie strette dell’interiorità occorre realizzare risultati significativi, eccellenti: siccome i sentimenti sono l’unica sostanza non quantificabile (grazie a Dio che già sapeva dove sarebbe andato a parare l’uomo) occorre allora diversificarsi, rendersi diversi. Ed ecco la crescita di suscettibilità, bipolarismo, analfabetismo emotivo, violenza di genere, polarizzazione sulle identità meno diffuse, spacciate per fenomeni da baraccone.
Si respinge la vecchiaia, improduttiva, incapace di stabilire record – ma ecco che ottantenni si laureano a pieni voti oppure partecipano a gare di canto o di bellezza, e lo stesso accade per un’altra categoria molto scomoda, quella dei bambini.

Maurizio L'Altrella | La grande vespa svela il segreto della consapevolezza totale - Autocombustione dell’astante

Per un finale accelerato

I cambiamenti climatici, la prossima fine delle risorse del pianeta ipotizzabile di fronte alle esigenze energetiche sempre più pressanti da parte di dieci miliardi di individui, l’imperversare di nuove pestilenze, l’estinzione di specie animali e vegetali utili all’uomo e le catastrofi ambientali completano una mappa di cui i Big Data non riescono a trarre indicazioni per un miglioramento delle condizioni sulla terra. La cinematografia supereroica hollywoodiana, avvalendosi della confusione che regna nel pianeta, è pronta a proporre l’arrivo di un genio in grado di risolvere i problemi attuali, prospettando una soluzione narrativa che forse contribuirà a risolvere la crisi da cui la specie umana sembra incapace di uscire. Non sarà una risata a seppellire l’uomo, bensì sarà una finzione dell’umano a seppellire l’uomo.

Maurizio L’Altrella | Ultimo dialogo tra il pavone e il fauno durante l'esplosione della Stella.

Maurizio L’Altrella

Nato nel 1972 a Milano, dove vive e lavora. Inizia la sua esperienza pittorica nel 2010, proponendo le sue opere a gallerie d’arte, curatori e critici d’arte e collezionisti. Oggi le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni private, collabora con gallerie in Italia e all’estero. Le sue influenze e la sua ispirazione passano soprattutto attraverso l’osservazione dei grandi maestri del ‘500 fiammingo, italiani, spagnoli e quelli del XIX e XX secolo tra cui Eduard Manet, Caspar David Friedrich, William Turner, Francis Bacon, Lucian Freud, Gerhard Richter. Il suo sguardo è coinvolto in modo importante anche da maestri contemporanei che si esprimono con tipi di media diversi dalla pittura, come Bill Viola, Peter Greenaway, Philippe Parreno, Pierre Huyghe e altri.

mauriziolaltrella.it