Palermo si conferma una città dalla marcata vocazione artistica e multiculturale, il luogo ideale per intercettare le tendenze contemporanee. La conferma arriva da una mostra che è il frutto della collaborazione virtuosa tra diverse istituzioni culturali: l’Institut français e il Goethe-Institut, uniti nel Kultur Ensemble, hanno costituito un vero e proprio centro di ricerca e di produzione artistica attraverso il suo Atelier Panormos.
Scultrice, l’eclettica artista francese Morgane Tschiember è una delle figure più interessanti dell’attuale scenario dell’arte contemporanea internazionale. Allieva di Christian Boltanski, con un curriculum di mostre e residenze nelle più prestigiose istituzioni pubbliche e private del settore -Fondazione Ricard, Museo delle Belle-Arti di Brest, Nuove//Residency, Italia – l’artista ha inaugurato lo scorso 25 maggio al Museo Riso la sua mostra In Contact While Burned, in esposizione fino al 31 agosto.
Un’installazione ambientale site specific che trova dimora negli spazi antistanti alla Sala dedicata proprio a Boltanski quasi a introdurla, in un dialogo ideale tra allieva e maestro. Ma in connessione anche con un altro “gigante” dell’arte contemporanea, l’artista concettuale Lawrence Weiner, le cui opere, una delle quali è presente al Museo Riso, hanno influenzato profondamente il suo lavoro.
La Tschiember si è concentrata su un materiale specifico: la cera, l’elemento ritrovato in una delle feste religiose siciliane più importanti al mondo, quella di Sant’Agata a Catania, in cui la suggestiva processione dell’offerta della cera alla Santa è il simbolo di una devozione in cui religione e folklore si intrecciano indissolubilmente.
Per raccontare il progetto abbiamo raccolto la testimonianza di Bianca Bozzeda, referente per il Kultur Ensemble del Goethe Institut, e Judith Testault, referente per il Centre Culturel Francais.
Bianca Bozzeda Kultur Ensemble – Goethe-Institut Palermo
Come si è sviluppata l’idea della collaborazione tra i due istituti di cultura? Quali sono i presupposti che l’hanno ispirata?
Il desiderio di Germania e Francia di dare vita a un programma culturale che non sia soltanto comune, ma che consenta di far nascere nuovi scambi europei e internazionali, non è nuovo. Rappresenta da tempo un aspetto importante delle relazioni tra i due Paesi, che dal 1988 fanno appello a un strumento consultivo condiviso, il Consiglio culturale franco-tedesco, per sviluppare la loro cooperazione culturale. KULTUR ENSEMBLE rende questa intenzione ancora più concreta, dando vita a una rete internazionale di istituti gestiti congiuntamente dal Goethe-Institut e dall’Institut français. Di questi istituti, KULTUR ENSEMBLE Palermo è il primo al mondo, inaugurato a giugno del 2021: una scelta europea aperta alle molte altre sponde del Mediterraneo che la dice lunga sull’idea di cooperazione sostenuta dai due Paesi. Nel caso specifico di Palermo, poi, i due istituti condividono lo stesso edificio all’entrata dei Cantieri Culturali alla Zisa da oltre vent’anni: un aspetto che ha facilitato i punti di incontro tra i due programmi culturali e, di fatto, ha agevolato lo sviluppo di una vera e propria riflessione comune in un contesto locale artistico e culturale estremamente vivo, oggi come duemila anni fa.
Kultur Ensemble ha già ricevuto oltre 700 candidature per il bando con cui sceglierà i prossimi artisti in residenza, puoi darci qualche anticipazione?
Sì, 708, un numero altissimo per un bando pubblico alla sua prima edizione. Oltre a superare anche la più ottimista delle nostre previsioni, la quantità di candidature ci ha fatto capire quanto forte sia la richiesta, da parte di giovani artisti che lavorano in Germania e in Francia, di partecipare al programma di residenze franco-tedesco nella città di Palermo. Le candidate e i candidati selezionati hanno convinto la giuria, composta da protagonisti della scena culturale palermitana, italiana e internazionale, tra i quali Beatrice Merz, Costanza Quatriglio, Oscar Pizzo e Giorgio Vasta, per i loro progetti esplicitamente dedicati a Palermo e alle sue dinamiche: a partire da settembre, accoglieremo ricercatori, musicisti, performer, registi e artisti visivi che ci permetteranno di assumere uno sguardo nuovo su alcuni aspetti della città. I sei progetti che verranno sviluppati nel corso delle residenze 2022/2023 spaziano dalla riflessione sull’eredità urbana delle Biennali d’arte alla realizzazione di un documentario in lingua dei segni, con il coinvolgimento dell’Ente Nazionale Sordomuti di Palermo; dalla ricerca presso il Teatro Massimo per dare vita a un’opera techno, all’approfondimento del ruolo politico, storico e artistico dei fuochi d’artificio in Italia, intesi nel loro aspetto rituale.
Judith Testault Kultur Ensemble – Institut français Palermo
Qual è il tema centrale dell’installazione di Morgane Tschiember “In Contact While Burned” e come si intreccia alla storia e al folklore del territorio?
Non vorrei parlare di “folklore del territorio”. Gli artisti che arrivano per la prima volta in Sicilia hanno sicuramente un immaginario siciliano in mente. Ma nel programma di residenze artistiche proviamo a smantellare qualche cliché che potrebbero avere sul territorio siciliano, a introdurli agli artigiani ancora attivi e a far loro scoprire questo lavoro. Siamo felici quando nascono dei punti di incontro. L’installazione “In Contact While Burned” è composta da ceri votivi ritorti a mano, utilizzati nelle processioni di Sant’Agata. Realizzati appositamente per quest’opera della cereria Cosentino di Catania, i ceri sono stati successivamente immersi nel colore e incisi su due lati. Morgane Tschiember lavora da anni il materiale della cera e qui in Sicilia ha potuto visitare due delle ultime cererie ancora in attività. La volontà di concepire un’installazione di ceri nasce dalla sua prima visita al Museo Riso. Nelle sale del museo si è commossa di trovare opere di Christian Boltanski, suo professore all’Accademia di Belle Arti di Parigi che, negli anni, è diventato suo caro amico. Il sipario di ceri è pensato come un’opera omaggio all’artista scomparso nel 2020. Si riferisce al rituale di accendere una candela quando si pensa a qualcuno di amato, un pensiero verso l’aldilà. Le trecce sui ceri sono anche dei motivi decorativi tradizionalmente molto presenti in Sicilia.
Accanto all’opera “In Contact While Burned” Morgane Tschiember ha concepito una stanza ricoperta di fiori secchi e di catene di ceramica (una tecnica tradizionalmente presente in Sicilia), che sono state immerse in liquidi legati alla cultura siciliana e dalle risonanze simboliche diverse (olio essenziale d’arancia, petrolio, nero di seppia, succo di melograno, vino). Essendo cresciuta in Bretagna, vicino al mare, la catena delle navi è un tema ricorrente nel lavoro di Tschiember. A Palermo, città portuaria, ha ripreso questo tema.
L’installazione della Tschiember è stata realizzata ai Cantieri Culturali alla Zisa, luogo che si conferma centrale nella vita culturale della città. Quale ruolo ha svolto in questa collaborazione?
Il programma di residenze artistiche Atelier Panormos – La Bottega accoglie artisti della Francia e della Germania in spazi di creazione presso i Cantieri culturali alla Zisa. In un grande studio di circa 115 m2 messo a disposizione dei residenti (la Bottega), Morgane Tschiember ha potuto lavorare sulle sue sculture, al contatto dell’altra residente, Melika Ngombe Kolongo (la musicista che ha realizzato un contributo musicale per accompagnare l’opera “In Contact While Burned”). I Cantieri Culturali concentrano vari altri dei nostri partner palermitani. L’Accademia di Belle Arti ha accompagnato l’artista nelle cotture delle catene di ceramica. Nuove Officine Zisa ha portato le sue competenze tecniche per concepire lo strumento che serviva ai “bagni di cera”. Il programma di residenze mira ad integrare i residenti il più possibile nel tessuto locale palermitano, i Cantieri essendo per loro uno dei primi punti di approccio alla vita culturale della città.