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La musica come continua scoperta

Abbiamo incontrato il musicista e compositore Dario Germani al Bar Rino, nel quartiere Montesacro di Roma, per chiedergli di raccontarci i suoi ultimi progetti: un album in solo contrabbasso, dal titolo Violone, e un album di elettronica, dal titolo Particles.

Entrambi pubblicati nel 2022 portano con loro l’esperienza, lo studio e la sensibilità di un compositore che gravita intorno all’universo del jazz seppur affermando canoni e chiavi di lettura non tradizionali.

Germani è prima di tutto un artista in continua ricerca e, per effetto di questa innata curiosità verso la cultura, la musica e l’arte in genere, il suo stile si dimostra in costante evoluzione.

Nella sua formazione riveste un ruolo centrale la didattica e la capacità approfondita di ascolto; parimenti, la sua propensione alla sperimentazione lo ha condotto in territori d’ascolto inusuali  rispetto alla maggior parte dei jazzisti italiani, fino a materializzarli in luoghi fisici di transito per sviluppare sua esperienza di persona e di artista.

Los Angeles, Melbourne, Londra, sono solo alcuni dei luoghi e delle connesse scene musicali che il talentuoso contrabbassista originario di Arce ha scelto per ampliare la visione delle proprie conoscenze, scoprire le direzioni della musica contemporanea, scovare nuovi talenti e provare a tracciare dei ponti verso la realtà italiana.

L’attenzione ad un ascolto mai superficiale e alla scelta dei propri riferimenti musicali spaziano in un universo musicale eterodosso che attraversa i generi, dal jazz all’elettronica: da Thelonious Monk a Robert Glasper, da Bill Frisell a Terrace Martin, da Manfred Eicher a Flying Lotus.

I gradi di separazione tra un artista e un altro per Dario non sono, infatti, mai superiori alle righe del pentagramma, a testimonianza del fatto che secondo la sua personale visione, scevra da pregiudizi, il messaggio di un musicista inizia e finisce nel suono.

Questo è tanto vero nel suo modus operandi al punto di averlo teorizzato a proposito dell’improvvisazione, della quale dice che “può aprire alla consapevolezza perché smetti di pensare a te stesso concentrandoti sul suono e diventi tutt’uno con quel suono. È un vero esempio di libertà ed elasticità dello spirito umano”.

Come lui stesso ha scritto infatti: “La musica è una terra protetta, un’oasi che porta sempre amore e non ci ferirà mai. La creatività è il cammino dello sviluppo spirituale. Comporre e improvvisare sono pratiche che si collegano attivamente al mio io interiore. È un’esperienza curativa e fondamentale che sono grato di avere nella mia vita”.

Violone e Particles sono due album diversi ma allo stesso tempo complementari, perchè ognuno di loro mette in risalto la padronanza degli strumenti da parte dell’esecutore in relazione alle possibilità sonore degli strumenti.

ph. Cristina Canali

Se in Violone, infatti, ogni brano è un ritratto del contrabbasso e delle sue possibilità timbriche,  le tracce di Particles rappresentano universi a se stanti, senza etichette e senza steccati, ricche di suggestioni eteree e metafisiche.

Entrambi i lavori sono una sorta di ritratto dell’interprete e segnano una nuova tappa del suo lungo percorso artistico.

L’intervista con Dario Germani è stata anche l’occasione per raccontare l’EP dal titolo Isola del Liri, realizzato insieme a Simone De Angelis, pubblicato da Lorenzo Corsetti per GRM Records: un tributo al clarinettista Alvine Batiste, tra i fondatori del Clarinet Summit, formazione unica e originale che comprende tra gli altri Jimmy Hamilton e David Murray, con cui Germani ha avuto la fortuna e il piacere di suonare e trascorrere del tempo negli ultimi mesi.

Il proprio mondo interiore è il seme che crea la musica, è un qualcosa che si può cogliere solo meditando.

Dario Germani

cover: ph. Cristina Canali 

Dario Germani

Nasce nel 1984. Inizia lo studio del basso elettrico giovanissimo sotto la guida del Maestro Gianluca Renzi per poi passare al contrabbasso. Ha da sempre abbinato lo studio classico allo studio dell’improvvisazione.  Tra gli altri ha inciso i seguenti dischi da leader: Dario Germani Trio “For Life” (Tosky Records 2013); Dario Germani Quartet “Bouncing With Bud Powell” (Domani Musica 2014); Dario Germani “Fog Monk” (GRM Records 2015); Dario Germani “To Sky” (GRM Records 2017); Dario Germani & Roberto Cervi (Jazz Engine 2019); Ha inciso inoltre tre dischi da sideman: Matteo Cona Quartet: “Altra corsa altro giro” (Zone di Musica 2013) Giovanni Puocci: “Music for Feature Film 2” (Tosky Records 2014) Joi Resh: “JoY” (Kaleydo Records 2016) Nel 2015 fonda la propria Etichetta Discografica: “GRM Records”. È stato l’ideatore del Fregellae Jazz Festival. Nel 2017 si trasferisce a Melbourne (Australia), dove suona regolarmente con l’ Australasian Orchestra e Melbourne Lawyers Orchestra. Inoltre ha suonato con i sassofonisti Mirko Guerrini e Tony Hicks presso l’Istituto Italiano di Cultura (di Melbourne). Nel 2018 viaggia e suona tra Stati Uniti e Canada. Nel 2020 si trasferisce a Londra per toccare con mano la “nuova scena Inglese”. Nel 2021 ha iniziato la collaborazione con l’etichetta Telecinesound Records di Roma. Con quest’ultima ha pubblicato “Lines”; “Particles” & “Violone”.