Cos’è “L’aiuola che ci fa tanto feroci”? È la terra, siamo noi: quella che Dante e Beatrice osservano dall’alto e che gli uomini trasformano in campo di battaglia.
Una metafora che Giulio Marcon prende in prestito per dare titolo a una originale Antologia contro la guerra. Pacifismo, obiezione di coscienza, disobbedienza civile (Altreconomia, 2025).
Nel volume sono raccolte oltre cinquanta testimonianze, dalle tragedie greche ai movimenti pacifisti del Novecento, fino agli obiettori di coscienza nella Russia di oggi: da Sofocle ad Aristofane, dai Vangeli a Erasmo, da Gandhi a Hannah Arendt, da don Milani a Martin Luther King, da Norberto Bobbio a Joan Baez: filosofi, scrittori, religiosi, artisti e attivisti che hanno cercato – in epoche e luoghi diversi – di dire no alla violenza organizzata.
Un lavoro che arriva in un momento cruciale, in cui i conflitti aperti nel mondo sono più di cinquanta. Ogni anno – scrive Marcon nell’introduzione – decine di conflitti violenti insanguinano il pianeta: conflitti locali, nazionali ed etnici, invasioni, interventi militari che provocano centinaia di migliaia di morti, distruzioni immani, sofferenze che si prolungano nel tempo. Spesso si tratta di guerre dimenticate e nascoste, talvolta asimmetriche, in cui combattono bande paramilitari ed eserciti privati.
Come ricorda Marcon, la guerra esiste da quando esiste l’umanità, ma questo non significa che bisogna legittimarla. Nella storia sono anche tante forme di opposizione alla guerra. Da Sofocle in poi le testimonianze e l’impegno si sono moltiplicati. È giusto raccontarli: se pure non hanno sconfitto la guerra, ci dicono che c’è una parte di umanità che alla guerra si oppone in ogni modo, anche con gli strumenti della cultura, della testimonianza e della religione.
Da qui la scelta di raccogliere “fari politici, sociali e morali” – così li definisce l’autore – che hanno illuminato percorsi di pace e diritti civili: Gandhi e Capitini, Tolstoj e Virginia Woolf, don Milani e Malala Yousafzai, Rosa Luxemburg e Joan Baez. Voci eterogenee ma convergenti, capaci di restituire un filo rosso che attraversa epoche e contesti.
Alberto Moravia disse che sarebbe stato necessario tabuizzare la guerra, come un tabù assoluto, al pari di altri comportamenti umani inaccettabili. Da allora è accaduto l’opposto: la guerra è stata legittimata come strumento ordinario della politica internazionale, persino nobilitata.
Il vero cuore del libro risiede, tuttavia, nelle alternative:
Ci sono altre strade – sottolinea Marcon – quelle della prevenzione, della costruzione della pace, della solidarietà internazionale. E naturalmente dell’obiezione di coscienza e della disobbedienza civile. L’aiuola che ci fa tanto feroci è dunque un invito alla memoria e alla responsabilità: a coltivare nel presente quelle radici di nonviolenza che già esistono, anche se spesso restano sommerse.
Nell’intervista che segue, Giulio Marcon racconta la genesi del libro, l’eredità dei movimenti pacifisti e perché oggi è urgente rilanciare il pensiero e la pratica della pace. Ascolta l’audio integrale nel player qui sopra.
Ma bisogna ribaltare l’ordine delle priorità della politica nazionale e internazionale: il multilateralismo contro l’unipolarismo, la democrazia internazionale contro la realpolitik, la prevenzione dei conflitti contro l’interventismo militare, il federalismo contro
il nazionalismo, le Nazioni Unite contro le alleanze militari, la cooperazione contro la competizione, il disarmo contro il riarmo. Questa è l’unica strada – lunga, impervia, difficile – per mettere al bando la guerra.
In copertina: Giulio Marcon (foto dell’autore)
Giulio Marcon
Portavoce della campagna Sbilanciamoci!, è autore di diversi saggi tra cui: “Le ambiguità degli aiuti umanitari” (Feltrinelli 2003), “Come fare politica senza entrare in un partito” (Feltrinelli 2006), “Sbilanciamo l’economia” (con Mario Pianta, Laterza 2013), “Enrico Berlinguer. L’austerità giusta” (Jaca Book 2014), “Alex Langer. La conversione ecologica” (Jaca Book 2015), “La sinistra che verrà” (con Giuliano Battiston, minimum fax 2018), “Il giovane Marx” (Jaca Book 2021), “Se la classe inferiore sapesse” (People 2022).