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Lisbona. La città della luce

Nella sua storia ha resistito a terremoti, incendi, colpi di stato e rivoluzioni. La sua posizione, di fronte ad un grande oceano, ha modellato il corso della città e del paese, rendendola una base per viaggi e avventure in Africa, Sud America e Asia orientale. Ha dovuto accettare di essere piccola in un mondo molto vasto. È Lisbona.

Città influenzata dall’immigrazione e dalla rapida crescita. Il 25 Agosto del 1988 un grande incendio nel quartiere Chiado provoca una rapida riqualificazione, stimolata dalla nuova adesione del Portogallo alla Comunità Europea e da eventi culturali come la Capitale Europea della Cultura 1994 e l’Expo 98.
Secondo il sito Inside AirBnB, Lisbona ha più di 22.000 strutture Airbnb anche se di recente sta tentando di contenere la speculazione dilagante e la gentrificazione affrontata da altre città del mondo, facendo acquisire al comune gli appartamenti vuoti e inutilizzati destinati ai soggiorni brevi. L’economia si diversifica, il turismo esplode, il mercato immobiliare prospera e risplende anche la cultura, che si diffonde come un’elettricità che pervade arti, letteratura e musica.

La crisi del 2008 sembra un lontano ricordo, e il Portogallo ha finalmente iniziato a rielaborare i traumi di una guerra coloniale trascinata troppo in là, e di una lunga e violenta dittatura finita solo con la rivoluzione dei garofani nel 1974. Cos’è oggi Lisbona? Per raccontarne luci e ombre abbiamo raccolto le sue voci in questo speciale per la rubrica in podcast “Voci della città”

Fonte: insideairbnb.com

Mille per una notte e altri racconti da Lisbona


Il 2011 è per il Portogallo un anno di riforme difficili, il Paese ha ricevuto un prestito internazionale di 78 miliardi e cerca una via d’uscita con alcuni provvedimenti, tra cui una nuova legge sugli affitti che di fatto liberalizza il mercato immobiliare della capitale. Il racconto Mille per una notte di Marcello Sacco è ambientato qualche anno dopo, nel 2014, anno della finale di Champions League tra Atletico Madrid e Real Madrid, dove è molto presente il tema della “febbre dell’oro” generata dalla corsa immobiliare. Giornalista, scrittore, docente, vive da diversi anni a Lisbona dove, fra l’altro, insegna italiano agli allievi di Canto lirico del Conservatorio. 
Ha pubblicato diversi articoli giornalistici e accademici, occupandosi di cinema, musica, letteratura e cultura lusofona, anche nelle vesti di traduttore, avendo curato varie pubblicazioni italiane di autori portoghesi e brasiliani. I suoi ultimi due libri, Deviazioni; storie di un italiano a Lisbona (2019) e Mille per una notte e altri racconti da Lisbona (2020), entrambi ambientati a Lisbona, ci hanno fornito gli spunti per questa intervista, in cui abbiamo parlato delle mutazioni della città portoghese in questi ultimi anni, tra gentrificazione, turismo internazionale e speculazione immobiliare.

Scrittori afropolitani e letteratura post-coloniale


Tra il 1974 e il 1976, in seguito all’indipendenza dalle colonie africane, nel giro di pochi mesi circa 500 mila portoghesi migrarono dalle ex province d’oltremare in Portogallo, arrivando per nave o in aereo. I retornados venivano per la maggior parte dall’Angola e dal Mozambico. Un fenomeno raccontato in modo significativo in romanzi come “Il Ritorno” di Dulce Maria Cardoso.
Al fenomeno dei retornados è legato lo sviluppo di una letteratura post-coloniale, o “afropolitana”, che è portatrice “di una memoria, quella africana, che l’Europa rifiuta di riconoscere. Una letteratura, dunque, che crea uno spazio riflessivo nuovo in Europa e che, attraverso il vissuto personale, ha tanto da insegnare.” Su questi temi abbiamo conversato insieme a Nicola Biasio, che ha approfondito in modo particolare le questioni postcoloniali, gli studi di genere e la traduzione. Ha lavorato come interprete e traduttore da e verso il portoghese per il CIES Onlus di Roma. Attualmente, collabora con l’Università di Bologna e con il centro Camões di Lisbona in qualità di tutor didattico di corsi di letteratura portoghese. È altresì redattore del sito letterario CriticaLetteraria.

Illustrazione di Abi Daker

Dal fado ai suoni della diaspora

 

Il fado, nato come fenomeno marginale a diventato un emblema della cultura portoghese contemporanea, ancora oggi accompagna la vita di Lisbona. Ispirato dalla voce iconica di Amalia Rodrigues, Fabrizio Montini Trotti, speaker e music blogger, ci conduce in un piccolo viaggio nel fado di oggi, con cui scopriamo le interpreti Dulce Pontes, Cristina Branco e Teresa Salgueiro, voce guida dei Madredeus, il gruppo che realizza la colonna sonora di Lisbon story, il film di Wenders del 1991. Oggi le radici del fado non sono state dimenticate, ma le nuove generazioni hanno trasformato la spiccata sensibilità musicale delle origini in una stratificazione di culture, di riferimenti di stili, incorporando le influenze che arrivano dall’Africa e dall’America Latina. In particolare, scopriamo più da vicino due etichette molto attive nel panorama musicale di Lisbona, la Enchufada Records e la Clean Feed.
Dalla tradizione malinconica del fado delle origini, ci muoveremo fino alle ibride contaminazioni dei suoni urbani di oggi, attraverso stili e suggestioni che valicano le sponde del mediterraneo come onde lunghe di ritorno.

Praça do Comércio, ph. Claudio Schwarz - Unsplash

Per il viaggiatore che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un’affascinante visione di sogno, contro l’azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro.

Fernando Pessoa, Lisboa. Quello che il turista deve sapere.

La colonna sonora del podcast

Per approfondire

Nel 1936, mentre all’orizzonte si preannuncia la seconda guerra mondiale, scoppia quella di Spagna. Nello stesso anno muore Ricardo Reis, solo un anno dopo la scomparsa del suo inventore, Fernando Pessoa. Reis è infatti uno dei tanti eteronimi di Pessoa, che ne aveva immaginato l’ideale biografia (nato a Porto nel 1887, educato dai gesuiti, medico, espatriato per ragioni politiche in Brasile nel 1919) e gli aveva attribuito come poeta classicistiche odi oraziane, ma non gli aveva dato carne e sentimenti. Cosa che invece gli dà Saramago, che lo fa tornare in patria in occasione della morte del suo creatore, gli fa aprire uno studio medico a Lisbona, gli fa vivere una vera vita, sociale, sessuale e affettiva. E prima di morire – nel fatidico anno che è il vero protagonista del romanzo – lo fa essere testimone di eventi tragici, filtro attraverso cui rileggere la storia del Portogallo salazarista, allineato a fascisti, nazisti e falangisti in tutt’Europa.

“Alexandre O’Neill si è venuto creando uno stile che, partendo dall’avvio surrealista, ritorna all’analisi vigilante della realtà nei suoi più interni meccanismi, amalgamando felicemente il linguaggio culto al linguaggio popolare quotidiano. Uno stile fatto d’immagini e di rapidissime contrapposizioni, col gusto satirico della passaggio imprevedibile e del finale inatteso”.

Negli anni sessanta e primi settanta, il regime salazarista conduce una sporca guerra contro i movimenti di liberazione in Africa e Antonio Lobo Antunes, come tanti della sua generazione, si ritrova arruolato nell’esercito in Angola. Da qui trae ispirazione “In culo al mondo”, nel quale un reduce, fatto ritorno a Lisbona, confessa a una donna conosciuta in un bar la sua atroce esperienza laggiù. In un lungo monologo, con il pretesto del corteggiamento, le rivela tutto l’orrore della guerra coloniale. Una guerra ormai rimossa dagli altri, già dimenticata dai tanti benpensanti cattolici e patriottici sostenitori del salazarismo che vi vedevano l’occasione per i giovani di farsi uomini veri, mentre in chi l’ha vissuta ha prodotto solo una lacerante metamorfosi. La donna intanto fa da muto testimone dell’assurdità e angoscia di un conflitto dove principi astratti come patria e onore si scontrano con la bruta realtà e ferocia del sangue, e l’idealizzata vita di caserma si dissolve nello squallore di riti e perversioni militari. Sarà possibile riprendere un’esistenza normale per chi, sospeso tra due vite e due continenti, non ha più un posto dove stare e sentirsi a casa?

Una guida scritta da Pessoa nel 1925 e ancora sorprendentemente attuale. Un insolito percorso tra le bellezze e i misteri di Lisbona e gli enigmi sempre nuovi del poeta portoghese. Un libro appassionato eppure lontano da ogni retorica, che vuole mostrare al turista tutto il patrimonio culturale della capitale lusitana.

Progetto editoriale e conduzione: Massimiliano De Ritis
Consulenza musicale: Fabrizio Montini Trotti
Voce narrante: Maria Luisa Usai
Titoli di testa: Fabio Di Cocco
Supervisione tecnica: Simone Zulli

Un ringraziamento particolare a Giorgio De Marchis e Gianluca Galletti.

Cover ph. Louis Paulin – Unsplash