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Lungo la Ciclovia del Sole

Il progetto della Ciclovia del Sole Verona-Bologna-Firenze si inserisce in una delle più importanti ciclabili europee, l’Eurovelo 7 che va da Capo Nord a Malta per 7.400 km complessivi. Il tratto a nord di Verona fino al Brennero – in particolare lungo il fiume Adige – esiste già da diversi anni e di fatto fa parte anch’esso della Ciclovia del Sole. Lo scorso 13 aprile è stata inaugurata la Ciclovia del Sole sull’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Sala Bolognese: 46 km realizzati in due anni dalla Città metropolitana di Bologna con un costo di 5 milioni di euro, grazie al finanziamento del Ministero dell’Ambiente, alla disponibilità di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) che ha concesso l’uso del tracciato e all’impegno dei territori nelle loro componenti istituzionali e associative. Per saperne di più abbiamo intervistato Alessandro Delpiano, direttore dell’Area Pianificazione territoriale della Città metropolitana di Bologna.

Il taglio del nastro è avvenuto lungo la Ciclovia all’ex stazione ferroviaria della Bolognina di Crevalcore, un luogo particolarmente carico di significati perché a pochi passi da lì, nel gennaio 2005, avvenne il tragico incidente ferroviario con 17 vittime e 80 feriti. Da allora l’esigenza di raddoppiare i binari, affiancata a un potenziamento tecnologico che ne ha innalzato la sicurezza a standard di eccellenza europei – ha liberato 36 km della vecchia linea Bologna-Verona su cui ora corre la Ciclovia del Sole.

IL PERCORSO

Si parte da Mirandola (Mo), città dalla pianta ottagonale testimonianza della sua originaria fortezza rinascimentale (ma il centro è molto più antico) nota per il celebre Pico della Mirandola filosofo dalla memoria prodigiosa.

Dopo 10 km si incontra San Felice sul Panaro (Mo) ex feudo della Grancontessa Matilde di Canossa tra architetture tardo medievali, palazzi signorili e ville suburbane di inizio Novecento, ricco di parchi pubblici e giardini privati.

Altri 4,5 km per arrivare a Camposanto (Mo) con le splendide residenze padronali del XVIII secolo che si affacciano sulla riva sinistra del fiume Panaro che separa le province di Modena e Bologna. La stazione ferroviaria è curiosamente posizionata sopra il ponte che attraversa il fiume e lì si possono ammirare oltre 20 murales, realizzati negli ultimi anni: un vero e proprio museo a cielo aperto.

Dopo 7,5 km si arriva poi in territorio bolognese a Crevalcore con il bel centro storico porticato, chiuso tra due porte e il Teatro Comunale (ora inagibile dopo il terremoto del 2012) che dal 1881 conserva ancora al suo interno il sipario originale, realizzato da Raffaele Faccioli.

Con una piccola deviazione si può visitare anche Sant’Agata Bolognese: insediamento tipico della Bassa emiliana fondata nel 1189 sotto l’imperatore Federico Barbarossa, dove poter ammirare il teatro storico intitolato a Ferdinando Bibiena e la Piazzetta Ferruccio Lamborghini. A 9 km da Crevalcore c’è San Giovanni in Persiceto con l’alta torre civica, la chiesa di Sant’Apollinare e il Complesso conventuale di San Francesco, il Teatro Comunale costruito nel 1795; patria dell’“Africanetto”, gustoso biscotto all’uovo e del Carnevale storico, uno dei più antichi d’Italia.

Il tracciato sull’ex ferrovia tocca anche il territorio di Anzola con il museo che raccoglie i resti di un villaggio dell’età del bronzo tipico dell’Emilia centro-occidentale e le antiche pievi medievali (la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e la Torre di Re Enzo), prima di arrivare infine a Sala Bolognese (a 9 km da Persiceto) dove fare un suggestivo giro tra i maceri circondati da olmi e salici bianchi sulle sponde dei fiumi Samoggia, Lavino e Reno, e l’affascinante reticolo di canali e infrastrutture idrauliche del Consorzio della Bonifica Renana. Da lì il collegamento provvisorio di circa 18 km con il centro di Bologna.

La bici è un viaggio dentro al paesaggio. È scoperta e esplorazione. Un ciclista lo sa, pedalando si viaggia e viaggiando si impara. La bici unisce. Non teme le distanze, costruisce relazioni.

Davide Cassani

LA CICLOVIA E LO SVILUPPO TURISTICO DEL TERRITORIO

In questo momento in Italia il cicloturismo sta vivendo una fase di espansione – si legge nel Rapporto 2020 sul cicloturismo in Italia di Isnart e Legambiente – con l’aumento della domanda di esperienze turistiche specifiche associate alla bicicletta, autorganizzate o tramite tour operator specializzati. Solo nell’ultimo anno il fatturato connesso alla vendita di pacchetti per cicloturisti ha fatto registrare un incremento medio di circa il 30%. La pandemia ha condizionato profondamente le scelte di vacanza dei viaggiatori: le restrizioni alla mobilità e il lungo stop all’attività fisica e all’aria aperta hanno reso la possibilità di praticare sport importante tanto quanto la presenza di bellezze naturali e la ricchezza patrimonio culturale all’interno della destinazione turistica. La scorsa estate quasi 5 milioni di connazionali hanno fatto uso della bicicletta nel corso delle loro vacanze, per una spesa complessiva di poco superiore ai 4 miliardi di euro, pari al 18% dell’intera spesa turistica generata in Italia.

ALESSANDRO DELPIANO

Nato nel 1969, si laurea a Bologna nel 1996 in Ingegneria Civile. Da subito inizia ad occuparsi di pianificazione territoriale, urbanistica e della mobilità. Oggi è il Direttore dell’Area Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana di Bologna per la quale, fra le altre cose, ha diretto il Piano della Mobilità Sostenibile, il primo Piano Strategico e il Piano Territoriale Metropolitano, considerati fra gli strumenti di governo del territorio più innovativi nel panorama europeo. È stato consulente della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture, curando fra le varie cose la parte del trasporto pubblico del DEF 2017. È membro della commissione nazionale sui PUMS. Ha svolto funzioni di general manager di progetti europei in relazione a aeroporti e ferrovie. È stato consulente di numerose istituzioni nazionali e locali. È docente presso il Master in Desarrollo Urbano della Università Politecnica di Barcellona. Ha svolto attività di docenza presso atenei italiani (Bologna, Ferrara, Napoli, Roma) e stranieri, Barcellona (E), Cornell (NY-USA), Grenoble (F). È stato membro del Consiglio Nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Oggi è nel consiglio direttivo nazionale della Società Italiana Politiche dei Trasporti. È autore e curatore di numerose pubblicazioni su riviste e libri specializzati e sulla stampa divulgativa.