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Rinascita. Intervista a Sten e Lex

Fino al 22 novembre sarà visitabile presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma la mostra STEN LEX. Rinascita, promossa da Roma Capitale, l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla galleria Wunderkammern, organizzata in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. L’iniziativa, a cura di Wunderkammern, fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale.
La mostra presenta una selezione di opere formato medio-grande, tra cui stencil poster e stampa su carta con sostegni di ferro, legno e vetro. In occasione dell’evento i due artisti italiani hanno anche realizzato un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria, ed è in corso la progettazione di un altro grande stencil poster sulla facciata della GAM che sarà presentato al pubblico successivamente.

Conosciuti soprattutto per le loro grandi figure anonime e le trame astratte che si possono guardare sui muri di Parigi, New York, Londra, Shangai, Barcellona, Città del Messico, Madrid e Roma. Dopo una prima fase “pop”, in cui attingono all’immaginario cinematografico di b-movies italiani e telefilm americani degli anni ’70, nel segno di una ricerca costante iniziano a realizzare opere utilizzando la tecnica dello “stencil poster”, che combina mezzi toni e stencil, ispirandosi alle incisioni classiche e alle stampe odierne. Lo Stencil Poster consiste nell’incollare un poster a parete come fosse carta da parati, ritagliarlo per farne una matrice, dipingerlo e infine lasciare che gli agenti atmosferici, sostituendosi agli artisti, rivelino l’opera finale distruggendo la matrice di carta e facendo emergere il dipinto sottostante. Questa tecnica risponde ad una visione opposta a quella dello stencil, che è riproducibile, poiché distruggendo la matrice rende l’opera “unica” e non più replicabile.

Nel 2008 partecipano al Cans Festival di Londra, il festival organizzato da Banksy, e negli anni seguenti iniziano a confrontarsi con superfici immense, creando opere gigantesche per alcuni dei più importanti festival a livello internazionale come il Nuart Festival di Stavanger in Norvegia (2008, 2010), il Living Walls di Atlanta negli USA (2012), il Katowice Street Art Festival in Polonia (2013), il Palma festival a Caen in Francia (2019) e molti altri. Nel 2014, l’Istituto di Cultura Italiano li supporta per realizzare una facciata a Shangai, dal titolo “Vulcano”. Nel 2014 realizzano “Arazzo” al Foro Italico di Roma. Lo stesso anno partecipano a mostre collettive in musei di arte contemporanea come il Maco di Oaxaca in Messico, la Caixa Cultural di San Paolo in Brasile e il Cafa Museum in Beijing. Tra i loro ultimi progetti è da ricordare la partecipazione alla mostra “Cross the Streets”, al MACRO di Roma nel 2017.

Qual è il filo rosso che unisce le opere selezionate per questa mostra, e qual è l’ispirazione principale dell’installazione realizzata per il Chiostro della Galleria?

Si tratta di opere che seguono diversi filoni, sia all’interno che nel chiostro del museo.
Il quadro più importante in mostra è quello dal titolo “Mare” ed è legato in qualche modo al paesaggio industriale ed al Mare industriale che si trovano nel Chiostro. Si tratta di astrazioni interiori che abbinano alla razionalità geometrica delle linee il caos naturale delle onde. Vi sono poi all’esterno due Screen chiamati così perché appaiono come degli schermi scuri, in queste due opere vi è un flusso nella parte bassa dell’opera che man mano si disperde nella parte alta, anche qui vi è un concetto tra l’organizzazione razionale e il caos e la dispersione.

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Dopo l’utilizzo di soggetti “pop” e la fase degli “anonimi”, avete iniziato una ricerca che vi ha portato verso la composizione di forme astratte, anche in grande formato. 
Una strada che sembra ispirarvi ancora molto. Quali sono gli artisti che più vi ispirano in questo filone?

Dal punto di vista del processo realizzativo dell’opera, siamo sempre stati affascinati dalle opere di Mimmo Rotella e Jacques Villeglè ed anche siamo stati ispirati dai poster di JR che coprono ogni superficie. Nelle forme e la composizione  partiamo da Kandinsky, Dorazio, Lewitt, Stella, Twombly per poi arrivare ai nostri coetanei contemporanei che  lavorano come noi nello spazio pubblico (ne citiamo alcuni ma ve ne sono circa una decina che fanno molta ricerca): 108, Momo, Eltono e  Moneyless.

Il filone oggi più riconosciuto del muralismo è un filone etico che cerca di educare l’opinione pubblica su tematiche sensibili. Noi viaggiamo su binari diversi, non siamo convinti che l’arte debba spiegare il bene ed il male.

Sten Lex

Due episodi significativi. Nel 2004 il progetto fotografico di JR “Portrait of generation”, prima illegale, diventa ufficiale quando il municipio di Parigi espone le foto sui suoi edifici. Nel 2016 Blu distrugge i suoi murali a Bologna, utilizzati senza il suo consenso per una mostra. Il mondo dell’arte “ufficiale” vs quello della strada. Cosa è cambiato, anche nella vostra esperienza diretta, nel rapporto tra i due mondi? Pensate che l’istituzionalizzione dell’arte urbana potrebbe farle perdere la sua forza propulsiva?


A noi interessa realizzare le nostre opere pubblicamente. L’aspetto illegale non ha più alcun significato di autenticità per noi, per  noi l’importante è l’opera pubblica e la ricerca che portiamo avanti. Nei nostri lavori non sono presenti legami espliciti a tematiche politiche e sociali ma in qualche modo sentiamo di esprimere una testimonianza soggettiva del nostro tempo. L’artista che come noi si trova ad agire nello spazio pubblico è responsabile prima di tutto verso la propria attività di ricerca, solo in questa maniera è responsabile rispetto al pubblico. Il filone oggi più riconosciuto del muralismo è un filone etico che cerca di educare l’opinione pubblica su tematiche sensibili. Noi viaggiamo su binari diversi, non siamo convinti che l’arte debba spiegare il bene ed il male. Oltretutto sarebbe difficile oggi capire quale opera sia legale e quale non lo sia. L’importante è quindi l’opera in sé.

In alcuni contesti urbani, penso soprattutto a città come Parigi e Londra, esiste un  dialogo diretto tra street art e architettura, dove l’arte e la sostenibilità degli spazi pubblici fanno parte del progetto già dall’inizio. Vi piacerebbe muovervi, anche in futuro, su questa strada?

Ci è capitato di lavorare a contatto con studi di architettura, ma per la maggior parte su architetture nuove e senza partire insieme dalla progettazione. Ci piacerebbe sicuramente far parte delle fasi iniziali e lavorare sulla materia dell’edificio per dare forma ad un qualcosa che esca ancor più dai canoni classici della progettazione architettonica.

STEN LEX. Rinascita

Galleria d’Arte Moderna di Roma
via Francesco Crispi, 24

17 settembre – 22 novembre 2020
Da martedì a domenica ore 10.00-18.30
Giorni di chiusura: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

Biglietti
Preacquisto consigliato online
Intero € 7,50; ridotto € 6,50

Promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e galleria Wunderkammern

A cura di Sten Lex
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
galleriaartemodernaroma.it