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Il teatro a motore

La storia del teatro itinerante affonda le sue radici in tempi remoti. Già nel IV secolo, con gli spettacoli giocosi e licenziosi della farsa atellana, gli attori viaggiavano su un carro portando nelle città e nelle campagne le loro improvvisazioni mimate. L’idea è antica, ma allo stesso tempo innovativa. In un momento come quello che viviamo, in cui il settore dello spettacolo vive le pesanti conseguenze del Covid e ne è messa a dura prova, il Teatro Verde, compagnia romana di teatro per ragazzi, ha promosso un progetto che va esattamente in questa direzione: il Teatro Verde a Motore. Un teatro che “non aspetta l’arrivo del pubblico, ma se lo va a cercare”.

Teatro a motore

Il Teatro Verde ha una sede stabile dal 1986 nel quartiere di Trastevere, registrando una media di quarantamila presenze a stagione. Per contrastare gli effetti della pandemia era quindi necessaria un’idea innovativa, per poter tornare a lavorare ed incontrare il calore del pubblico. Gli attori della compagnia sono così ripartiti da questa idea e hanno iniziato a viaggire su quattro ruote (e un motore ecologico) per trasportare di nuovo le loro idee e i loro racconti. Infinite storie per tutte le età: qualche drago, attori, burattini, musicisti, giocolieri e clown. Un “carrozzone carrozzabile che viaggia e si ferma in ogni angolo, piazza, parco, cortile, borgo, spiaggia. Un motore che macina chilometri e storie.”

Un mezzo ecologico che va un po’ a gas e un po’ ad applausi tra la gente, tra chi non lo frequenta abitualmente o tra chi, soprattutto in questo difficile momento post pandemia, semplicemente non se lo può permettere. Il Teatro Verde a Motore non offre solo spettacoli dal vivo. È anche un veicolo per trasportare idee, temi sensibili come l’ambiente, la cittadinanza, la pace tra i popoli, la tolleranza, l’intercultura.