fbpx

A night with Haruki Murakami

Nel suo progetto Fictitious Feasts, il fotografo Charles Roux ha ricostruito alcune scene riguardanti il cibo all’interno di romanzi famosi attraverso degli scatti fotografici. Un percorso letterario che associa l’immaginario al reale. In modo analogo, alla letteratura si intrecciano spesso percorsi musicali che non sono mai fini a se stessi, ma aiutano a raccontare un’atmosfera, o a definire un personaggio. Per questo abbiamo scelto la musica per raccontare la produzione letteraria di alcuni grandi scrittori contemporanei. Il progetto, nato dalla collaborazione con il music blogger Fabrizio Montini Trotti, da cui sono stato invitato a partecipare al suo format radiofonico Beckett Hotel su Radio Godot, si è sviluppato su tre puntate dedicate ad altrettanti romanzieri. Il primo dei podcast realizzati con le “playlist letterarie” è dedicato allo scrittore giapponese Haruki Murakami.

Murakami segna un cambiamento profondo nella letteratura del suo paese. Si è imposto infatti per aver introdotto nei suoi romanzi elementi non appartenenti alla tradizione giapponese.
I suoi libri abbondano di riferimenti alla cultura popolare occidentale, dalle canzoni di Bob Dylan e i Beatles, ai film di Peckinpah e Jean Seberg.
La sua scrittura è più legata a scrittori come Fitzgerald e Capote che ai classici del romanzo nipponico come Kawabata e Tanizaki.
Oltre all’attività letteraria, Murakami svolge un intenso lavoro di traduzione dei classici occidentali in giappone, in particolare ha fatto conoscere nel suo paese l’opera completa di Raymond Carver. Nel podcast abbiamo  abbiamo ripercorso alcune tappe fondamentali della sua produzione letteraria.

VENTO E FLIPPER
(ed. orig. 1979 Einaudi, 2016)

In questa raccolta sono compresi in realtà due romanzi, Ascolta la canzone del vento (uscito in Giappone nel 1979) e Flipper, 1973 (arrivato in libreria un anno dopo). Un giorno, a ventinove anni, Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tokyo (il famoso «Peter the cat»). Sono romanzi che possiamo definire “realisti”, con uno stile leggermente diverso dal Murakami della produzione successiva.

NEL SEGNO DELLA PECORA
(ed. orig. 1982 – Einaudi, 2010)

Sequel indipendente del precedente Flipper, 1973 e ultimo episodio della cosiddetta “Trilogia del Ratto”, racconta di un giovane pubblicitario abbandonato dalla moglie che lo trova «noioso». La sua routine viene bruscamente interrotta da un compito bizzarro e quasi impossibile da un losco individuo: deve ritrovare una pecora. Ha poco tempo e non può rifiutare. Unico indizio: la pecora ha una macchia a forma di stella sulla schiena. Inizia cosí un’avventura lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale (il gelido Hokkaido), accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali.

LA FINE DEL MONDO E IL PAESE DELLE MERAVIGLIE
(ed. orig. 1985 – Einaudi, 2002)

Nel libro nessuno dei personaggi ha un nome, ma ognuno viene identificato dal protagonista in base al suo lavoro o la sua mansione. L’ambientazione racconta una Tokyo spettrale, tra il gotico ed il cyberpunk. Il protagonista de La fine del mondo è un uomo appena arrivato in una città cinta da alte mura che impediscono agli abitanti di uscire, tenendoli al sicuro dal mondo esterno. L’uomo, che non ricorda nulla della sua vita passata, viene costretto a separarsi, come consuetudine per i nuovi residenti, dalla sua ombra e gli viene assegnato dal guardiano il compito di Lettore di sogni. Questo lavoro, svolto nella biblioteca pubblica, lo costringe a leggere il contenuto dei crani di alcune creature defunte che pascolano nei prati della misteriosa città. Il paese delle meraviglie vede invece un cibermatico, un uomo in grado di immagazzinare e criptare informazioni nel proprio cervello, alle prese con un grosso complotto che porterà alla “fine del mondo”, secondo quanto gli spiega lo scienziato che lo ha trascinato nei guai. Infatti la procedura di shuffling, che cripta i dati basandosi su un parametro univoco del cervello del protagonista, ha innescato una reazione a catena capace di capovolgere la realtà. L’uomo dovrà sfuggire al Sistema e alle grinfie degli Invisibili per giungere all’unica possibile conclusione della sua esistenza. 


L’ELEFANTE SCOMPARSO E ALTRI RACCONTI
(ed. orig. in inglese 1993 – Baldini e Castoldi, 2001)

Raccolta di 17 racconti pubblicati su varie riviste giapponesi e poi raccolti in un volume nell’edizione inglese. Storie e ambientazioni diverse, accumunate da una vena malinconica e surrealista, perennemente sospesa tra sogno e realtà. Una giovane coppia decide assalta un McDonald’s per fare uno spuntino notturno e realizzare un desiderio adolescenziale del marito. Il racconto che dà il titolo al libro invece parla di un uomo ossessionato dalla misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. Un uomo incendia granai per il gusto di vederli bruciare. Uno dei racconti si chiama “Le piace Burt Bacharach?”

NORWEGIAN WOOD / TOKYO BLUES
(ed. orig. 1987 – Feltrinelli, 1993)

Il romanzo ha venduto oltre 4 milioni di copie in Giappone. Romanzo sull’adolescenza e sulla solitudine. Murakami ha iniziato a scriverlo «il 21 dicembre 1986 in una villa di Mykonos», per poi soggiornare brevemente in Sicilia e finirlo «il 27 marzo 1987 in un appartamento alla periferia di Roma» (nel quartiere Prenestino). Ad Atene scrisse «in una taverna terribilmente rumorosa» ascoltando sul walkman Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band «a dir poco centoventi volte» Il romanzo è un lungo flashback, narrato in prima persona dal protagonista Watanabe Tōru. Su un aereo atterrato ad Amburgo, al suono di Norwegian Wood dei Beatles, Watanabe ricorda con precisione un fatto avvenuto diciassette anni prima e che ha segnato la sua giovinezza: l’incontro con Naoko, la fidanzata di Kizuki, il suo unico amico, morto suicida pochi mesi prima.

Una volta che l’aereo era a terra, una leggera musica cominciò a fluire dagli altoparlanti del soffitto: una dolce cover orchestrale di “Norwegian Wood” dei Beatles. La melodia mi ha sempre dato i brividi, ma stavolta mi ha colpito più forte che mai.

Haruki Murakami – Norwegian wood

Cover Murakami

DANCE DANCE DANCE
(ed. orig. 1988 – Einaudi, 1998)

È il sequel di Nel segno della pecora. Il padre di Yuki, un personaggio del romanzo, è uno scrittore di professione e il suo nome, Makimura Hiraku, è l’anagramma di Murakami Haruki. Il racconto segue le vicende di un protagonista il cui nome non viene svelato, un giornalista freelance trentaquattrenne con una separazione alle spalle che incrina il suo equilibrio precario. Tutti quelli a cui tiene finiscono col lasciarlo alla sua inconcludenza, svuotandolo un pezzo alla volta di qualcosa. Ma c’è un albergo a Sapporo, il Dolphin Hotel, immerso nella nevi dell’Hokkaidō, dove qualcuno lo aspetta, per ricominciare un ballo in cui non ci si può fermare.


A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE
(ed. orig. 1992 – Feltrinelli, 2000)

Il titolo South of the borders è ispirato ad un (presunto) brano di Nat King Cole. West of the sun” alla sindrome Inuit definita come “isteria artica”, una forma di depressione che colpisce spesso le donne, specialmente nel periodo invernale. Hajime (in giapponese “Inizio”), figlio unico, si sente un’eccezione nelle famiglie del Giappone del secondo dopoguerra. Fino a che incontra la piccola compagna di scuola, Shimamoto. Un salto tre decenni dopo: Hajime ha due jazz bar nel quartiere di Aoyama, Tokyo, ed una famiglia felice in una vita che non sente sua. Il ricordo del tempo perduto capovolgerà il suo mondo.

LA RAGAZZA DELLO SPUTNIK
(ed. orig. 1999 – Einaudi, 2001)

Sumire è una ragazza impulsiva, disordinata, generosa, con il mito di Kerouac e della scrittura. Myu è una donna matura, sposata, molto ricca e molto bella. Sumire ama Myu come non ha mai amato nessun ragazzo. E Myu parrebbe provare lo stesso sentimento, ma uno schermo invisibile sembra separarla dal sesso, e forse dal mondo. Riusciranno a incontrarsi o si perderanno senza lasciare traccia come lo Sputnik, condannato a vagare nello spazio per sempre? A raccontarci la storia è un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare, innamorato di Sumire innamorata di Myu.

AFTER THE QUAKE
(ed. orig. 2000)

Raccolta di 6 storie scritte tra il ’99 e il 2000, ispirate al terremoto di Kobe del 1995. Murakami insistette perchè il titolo fosse scritto tutto in minuscolo.Tutte e 6 le storie sono scritte in terza persona e affrontano, su vari livelli, la storia e la coscienza nazionale giapponese. L’attentato alla metropolitana di Tokyo fu un attacco terroristico avvenuto il 20 marzo del 1995; venne commesso con l’impiego di sarin, un gas nervino che provocò 13 morti e oltre 6200 intossicati. È considerato il più grave attacco verificatosi in Giappone dalla fine della seconda guerra mondiale. Venne commesso dalla setta religiosa dell’Aum Shinrikyō su mandato del fondatore Shōkō Asahara.

Haruki Murakami

KAFKA SULLA SPIAGGIA
(ediz. orig. 2002 – Einaudi, 2008)

Kafka sulla spiaggia è alimentato da due personaggi straordinari: un adolescente, Kafka Tamura, che fugge da casa per sfuggire a una macabra profezia edipica o per cercare sua madre e sua sorella scomparse da tempo; e un vecchio sempliciotto chiamato Nakata, che non si è mai ripreso da un’afflizione di guerra e ora è attratto da Kafka per ragioni che, come le attività più basilari della vita quotidiana, non riescono a comprendere. Nakata ha la capacità di parlare con i gatti, che nel romanzo sono considerati veri e propri “medium” (lo scrittore li considera in un certo senso animali “sacri). Il vero nome del protagonista non viene rivelato al lettore. Dopo esser scappato di casa, Tamura si sceglie il suo nuovo nome, “Kafka”, in onore dello scrittore Franz Kafka. Dopo l’uscita della storia, l’editore giapponese di Murakami ha invitato i lettori a inviare domande al suo sito web sul significato del libro. Murakami ha risposto personalmente a circa 1200 delle 8.000 domande ricevute.

1Q84
(ed. orig 2009/2010 – Einaudi 2011)

“Sono come qualcuno che è stato gettato nell’oceano di notte, galleggiando tutto solo. Allungo la mano, ma non c’è nessuno. Chiamo, ma nessuno risponde. Non ho alcuna connessione con nulla.” 1Q84 è apparso originariamente in tre volumi: i primi due sono stati pubblicati nel maggio 2009; nel primo mese è stato venduto più di un milione di copie. Il terzo volume è apparso nell’aprile 2010. Il titolo è un omaggio a 1984 dello scrittore britannico George Orwell; la lettera «Q» del titolo ha la stessa pronuncia del numero 9 (kyuu) in giapponese. La «Q» è anche un riferimento esplicito al “Question mark” (punto interrogativo in inglese), come spiegato nel capitolo 9. La struttura narrativa si basa, come per molti romanzi di Murakami, su due plot che avanzano in parallelo, con rimandi e connessioni incrociate; spesso gli eventi di una trama hanno una ripercussione immediata nell’altra. Questa struttura dualistica si rispecchia in tutta la trama, con concetti che si dispongono in parallelo e per opposizione: 1984/1Q84, luna terrestre/seconda luna, mother/daughter e perceiver/receiver (nel linguaggio de La crisalide d’aria). Sotto molti aspetti, 1Q84 è anche una riflessione sul mestiere della scrittura.

L’INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO
(ed. orig. 2013 – Einaudi, 2014)

In Giappone, il libro ha venduto un milione di copie nel primo mese dalla pubblicazione. A Nagoya abitano cinque ragazzi, tre maschi e due femmine, che tra i sedici e i vent’anni vivono la piú perfetta e pura delle amicizie. Almeno fino al secondo anno di università, quando uno di loro, Tazaki Tsukuru, riceve una telefonata dagli altri: non deve piú cercarli. Da quel giorno, senza nessuna spiegazione, non li vedrà mai piú: non ci saranno mai piú ore e ore passate a parlare di tutto e a confidarsi ogni cosa, mai piú pomeriggi ad ascoltare la splendida Shiro suonare Liszt, mai piú Tsukuru avrà qualcuno di cui potersi fidare.