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Brian Eno. Reflected

Due idee mi hanno sempre attratto: quella di realizzare la musica come se si trattasse di un dipinto e quella di creare immagini come se fossero musica.

Brian Eno

Alla sua prolifica carriera musicale Brian Eno ha affiancato, a partire dalla fine degli anni ’70, l’attività di artista visivo, con un particolare focus sulle possibilità offerte dal mezzo della luce. Fino al 10 gennaio 2021, alcune sue opere saranno ospitate nelle sale della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, con un’esposizione dal titolo Reflected.

La personale, realizzata in collaborazione con Atlante Servizi Culturali, presenta tre opere che dialogano con i capolavori degli artisti più rappresentativi della collezione del museo, Piero della Francesca (Polittico di Sant’Antonio), Beato Angelico (Polittico Guidalotti) e Perugino (Cristo morto in pietà).

Luce e colore sono ancora una volta protagonisti, in un dialogo inedito tra le opere antiche e le Lightbox di Brian Eno, attraverso combinazioni di seducenti ‘paesaggi di colore’ auto-generati utilizzando una serie di luci a LED intrecciate.
Per il Perugino e Beato Angelico sono state create composizioni musicali ad hoc: Solemn Violins per il Cristo morto in pietà e Intelligent Beauty per il Polittico Guidalotti. Immagini, luce e colori costruiscono un flusso senza inizio né fine, e si mescolano per trattenere l’attenzione dei visitatori prolungando la loro attenzione e modificando la loro percezione del movimento.

“Se un dipinto è appeso a una parete – sottolinea Brian Eno -, non sentiamo che ci manchi qualcosa se distogliamo l’attenzione. Invece, con la musica e il video, abbiamo ancora l’aspettativa di un qualche tipo di spettacolo, di racconto. La mia musica e i miei video cambiano, ma cambiano lentamente. E cambiano in maniera tale che non importa perderne una parte”.

Il percorso espositivo è arricchito inoltre da Raphael Revisited (2011), una serigrafia dell’artista inglese Tom Phillips (Londra, 1937), legato a Brian Eno da un legame di amicizia e collaborazione, iniziata nel 1964 alla Ipswich Art School, nella quale Phillips insegnava.
L’opera trae ispirazione da una tavoletta votiva, databile alla fine del Quattrocento, di un anonimo pittore umbro identificato in precedenza con un giovanissimo Raffaello (conservata alla Walker Art Gallery di Liverpool) che verrà utilizzata da Eno per la copertina dell’album Another Green World.

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BRIAN ENO. Reflected

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)
4 settembre 2020 – 10 gennaio 2021
In collaborazione con Atlante Servizi Culturali

www.gallerianazionaledellumbria.it

cover ph. Brian Eno – 2019 photography Shamil Tanna, courtesy Paul Stolper Gallery 2020
Brian Eno

Brian Eno

Produttore, compositore e artista visivo. Nato nel 1948 a Woodbridge, Suffolk, Inghilterra, nel 1948 ha contribuito a definire e reinventare il suono di alcuni delle band più popolari degli anni ’80 e ’90 ed è considerato l’inventore della Ambient music. Nel 1971 si unì ai Roxy Music come tastierista e consulente tecnico. Dopo aver lasciato la band nel 1973, iniziò la sua carriera da solista.
A metà degli anni ’70, Eno iniziò a sviluppare la sua teoria della musica ambientale, pubblicando di album come Discrete Music (1975), Music for Films (1978) e Music for Airports (1979).
Produce artisti come Devo, Ultravox e David Bowie, con cui creò la famosa Trilogia di Berlino (Low, Heroes e Lodger).
Tra le varie collaborazioni si ricordano quelle con i Talking Heads (Remain in Light, 1980) e gli U2 (Unforgettable Fire, 1984, The Joshua Tree, 1987 e Achtung Baby, 1991) e quella recente con i Coldplay (Viva la vida, 2008).