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Pelikan blue. Viaggio verso la libertà

Il Pan-European Picnic, iniziativa per promuovere l’unità tra le nazioni europee, si svolse il 19 agosto 1989 a Sopron, in Ungheria. Per l’occasione il governo ungherese aprì temporaneamente il confine con l’Austria, rimuovendo alcune delle recinzioni di confine. Un atto simbolico che però ebbe una conseguenza reale: aprì una breccia nella Cortina di Ferro, la linea di confine che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale separava l’Europa occidentale da quella orientale.

In seguito all’apertura temporanea del confine, più di 900 cittadini tedesco-orientali dotati di un visto turistico ungherese passarono il confine e, tramite l’Austria, arrivarono nel territorio della Germania Federale. Le autorità ungheresi, inizialmente titubanti, alla fine decisero di non fermare i fuggitivi, aprendo la strada anche per altri nel cercare la libertà attraverso il confine ungherese.

Con la caduta della cortina di ferro, i confini dell’Ungheria si aprirono improvvisamente. Tutti desideravano andare in Europa occidentale, soprattutto i giovani, ma il prezzo del biglietto del treno era proibitivo. Viaggiare era finalmente possibile, ma non accessibile.
È il problema che devono affrontare Ákos, Petya e Laci, i tre protagonisti del documentario di animazione Pelikan Blue del regista Lásló Csáki presentato in anteprima mondiale al Black Nights Film Festival di Tallinn e in concorso al Torino Film Festival 2023.

Falsificando biglietti ferroviari internazionali, i tre giovani sperimentano, insieme ad un’intera generazione, la libertà di viaggiare ed esplorare il mondo esterno. I tre protagonisti scoprono un metodo per dissolvere l’inchiostro blu carbone di Pelikan con mezzi rudimentali ma efficaci, il detergente domestico Domestos e succo di limone. Un modo per falsificare i biglietti del treno per qualsiasi destinazione. Con il tempo, diventano professionisti e famigerati falsari. Per molto tempo tutto fila liscio, ma quando la polizia inizia a indagare, gli amici scoprono che la libertà ha un prezzo.

Raccolgo storie di viaggiatori che utilizzano biglietti ferroviari internazionali falsi dal 2011, quando mi sono imbattuto in un gruppo di falsari più che disposti a condividere le loro esperienze. Tra il 2011 e il 2021 abbiamo registrato più di 40 ore di interviste audio con falsari, viaggiatori, autorità ed ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato ungheresi.

Lásló Csáki

Una scena del documentario

In una avvincente combinazione tra animazione, stop-motion e frammenti di materiali d’archivio, la trama si snoda alternando due livelli temporali: gli anni ’80/’90, in cui si sviluppa la vicenda dei protagonisti, e il momento della testimonianza e della rielaborazione (il 2010).

Racconta il regista a proposito del film: “Raccolgo storie di viaggiatori che utilizzano biglietti ferroviari internazionali falsi dal 2011, quando mi sono imbattuto in un gruppo di falsari più che disposti a condividere le loro esperienze. Tra il 2011 e il 2021 abbiamo registrato più di 40 ore di interviste audio con falsari, viaggiatori, autorità ed ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato ungheresi. I motivi che legano queste storie sono il desiderio di libertà e la gioia di viaggiare. Anch’io appartengo alla generazione che ha sperimentato le opportunità offerte dalla libertà di viaggiare dopo la caduta della cortina di ferro.”

Lásló Csáki spiega anche le ragioni della scelta di un film di animazione per raccontare questa vicenda:Come artista visivo, mi è stato subito chiaro che la storia avrebbe dovuto essere raccontata nel genere del documentario d’animazione, che offre una certa libertà per quanto riguarda la forma, pur mantenendo l’autenticità degli eventi reali; inoltre, ha fornito l’opportunità di produrre il primo documentario d’animazione in Ungheria. Con Pelikan Blue abbiamo cercato di creare una forma unica e visivamente avvincente per un tema universale in un tempo e in un luogo specifici: l’Ungheria degli anni ’90, che potrebbe essere più che familiare per molti spettatori dell’ex Unione Sovietica o dei Paesi satellite.”

in copertina: una scena di Pelikan Blue

Lásló Csáki

Artista visivo indipendente, animatore e regista di film d’animazione, noto per il suo stile unico di disegno su lavagna. Molti dei suoi film d’animazione, documentari e cortometraggi hanno vinto numerosi premi in tutto il mondo. Ha una vasta esperienza come tutor di animazione presso la Budapest Metropolitan University (METU), dipartimento di animazione. Vive e lavora a Budapest.